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Morella rampicante: linguaggio dei fiori, storia e curiosità

Morella rampicante
Morella rampicante
Morella rampicante

La morella rampicante, solanum dulcamara, è una pianta velenosa appartenente alla famiglia delle solanaceae.

Si tratta di una pianta erbacea, annuale o perenne, dal fusto legnoso molto ramificato, il cui portamento può essere strisciante o rampicante. Ha delle foglie disposte in modo alterno dalla forma lanceolata e fiori, che si dispongono a pannocchia, a forma di calice campanulato di colore violetto. La pianta dopo il periodo di fioritura produce anche delle bacche, inizialmente di colore verde, che nella stagione autunnale, quando sono mature, diventano di un bel colore rosso.

È una pianta molto comune su tutto il territorio italiano dove viene chiamata anche erba morella, cresce in terreni incolti freschi e umidi, in prossimità di corsi d’acqua.

Storia e simbologia

Morella rampicante (bacche)
Morella rampicante (bacche)

Il nome scientifico, definito da Linneo (Carl von Linné biologo svedese, 1707- 1778), deriva molto probabilmente dal termine solanem che significa consolazione o conforto, mentre il termine dulcamara (dal latino dulcis e amarus) significa dolce-amaro. Il primo nome è dovuto alle proprietà sedative, narcotiche e calmanti di alcune specie di questo genere, mentre il secondo deriva dal sapore dei rami appena germogliati. In lingua inglese la pianta è chiamata più semplicemente bittersweet che vuol dire agrodolce o  in alcuni casi bittersweet nightshade, dove nightshade indica la famiglia di appartenenza ovvero le solanaceae.

Anche se in passato per le sue proprietà narcotizzanti ed nell’attuale scienza erboristica viene utilizzata per la cura di dermatiti, colite ulcerosa o ittero, si tratta di una pianta molto tossica in tutte le sue parti. Morella rampicanteIl maggior grado di tossicità lo presentano le bacche ancora verdi, ma sono altrettanto pericolosi per l’uomo sia le foglie che i rametti, soprattutto quelli ancora giovani. Il suo consumo può casare la paralisi del sistema nervoso.

Curiosità: La sua coltivazione molte volte avviene a scopo decorativo, infatti le sue bacche mature in autunno offrono un gradevole spettacolo, non solo per la loro intrinseca bellezza ma anche perchè attraggono molti volatili.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la morella rampicante simboleggia la verità

Muscari: linguaggio dei fiori e curiosità

Muscari armeniacum
Muscari armeniacum
Muscari armeniacum

La muscari appartiene alla famiglia delle liliaceae ed è originaria del continente europeo e del continente asiatico.

Si tratta di una piccola bulbosa, che in natura conta circa 40 specie, dalle foglie molto strette e nastriformi di colore verde brillante, la cui lunghezza massima è di circa 30 cm. Nella stagione primaverile, dopo la comparsa delle foglie, la pianta produce degli steli carnosi sui quali sbocciano piccoli fiori, riuniti in spighe, solitamente di colore blu più o meno intenso, anche se esistono esistono alcune specie spontanee, fra cui la muscari botrioide tipica del territorio italiano, i cui fiori sono di colore bianco. Inoltre, nel corso dei secoli alcune specie hanno subito processi di ibridazione, quindi è possibile trovare varietà a fiori doppi e di svariati colori: bianchi, gialli, arancioni, lilla, violetto ecc.

Storia e simbologia

Muscari botrioides
Muscari botrioides

Le prime notizie sulla sua coltivazione risalgono alla fine del XVI secolo e da allora la sua coltivazione, per via dei gradevoli effetti cromatici che è possibile ottenere accostandoli ad altri fiori, non subì mai particolari declini. La specie più coltivata e commercializzata è, a tutt’oggi, quella chiamata armeniacum. La sua fama è dovuta alla prolungata e vistosa fioritura, di colore blu intenso, ed all’intensa profumazione dei fiori.

Il nome muscari venne attribuito alla pianta da Carolus Clusius (1526 – 1609), botanico francese naturalizzato olandese, e deriva dalla parola greca musk che significa muschio, tale nome è dovuto al fatto che alcune specie di muscari emanano un profumo simile a quello del muschio.

In altri paesi del mondo viene chiamata grape hyacinths, che letteralmente significa giacinto a grappolo, per la sua somiglianza con il giacinto.

In Italia alcune specie spontanee di muscari vengono chiamate popolarmente: pan del cucco, giacinto dal pennacchio, giacinto delle viti, cipolla canina, cipolla selvatica, lampascione ecc

Lampascione
Lampascione

Curiosità: Il lampascione, ingrediente largamente utilizzato in molte ricette tradizionali dell’Italia meridionale (in particolare pugliese e lucana) altro non è che il bulbo della muscari comosum, una delle specie molto diffusa sul territorio, che cresce nei prati incolti o lungo bordi delle strade di campagna. Ha foglie molto sottili e leggermente arcuate, ed in primavera da un sottile stelo sbocciano dei piccoli fiori a campanula, di colore blu, riuniti nella caratteristica forma a spiga sormontata da una specie di pennacchio, anch’esso di colore blu.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la muscari simboleggia l’utilità.

Fiori dal mondo: Curcuma petiolata

Curcuma petiolata
Curcuma petiolata
Curcuma petiolata

La curcuma petiolata è una pianta appartenente alla famiglia delle zingiberaceae, la stessa famiglia dello zenzero.

Si tratta di una pianta tipica della Thailandia e Malesia ed in queste regioni è conosciuta con il nome di “gioiello della Thailandia”.
Raggiunge un’altezza compresa fra i 60 e i 90 cm di altezza, è composta da foglie lucide di colore verde molto grandi, che possono raggiungere i 36 cm di lunghezza e i 13 cm di larghezza, con venature in rilievo e brattee di colore verde e bianco rosato. Tra la fine della primavera e l’inizio della stagione estiva, ovvero dal mese di giugno al mese di agosto, produce dei grandi fiori, a forma di cono che durano anche fino ad un mese, di colore giallo oro, rosa, bianchi o viola.

E’ una pianta molto coltivata perchè grazie ai suoi bellissimi fiori risulta di grande effetto, inoltre, alcune specie hanno un fogliame molto variegato e questo la rende una delle pianta una più ricercate e ambite della flora thailandese.

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