Cardo silvestre
Cardo silvestre

Il cardo silvestre, dipsacus, appartiene alla famiglie delle astreaceae, il nome scientifico dipsacus deriva dal termine greco dipsao che significa avere sete, tale nome è presumibilmente dovuto alla forma concava delle foglie che le fa somigliare a dei bicchieri che dopo un acquazzone si riempiono di una discreta quantità d’acqua al loro interno.

Cardo dei lanaioli

Le piante di cardo silvestre crescono spontanee in prossimità di fossati e vallate, fioriscono dall’inizio della primavera fino alla fine dell’estate. La qualità più famosa è quella del dipsacus fullonum più conosciuta con il nome di cardo dei lanaioli, la sua notorietà è dovuta al fatto che veniva utilizzato nel settore tessile. Dal capolino e dalle inflorescenze di colore rosa violaceo, della pianta, si cardava ovvero si filava la lana, un’operazione ormai in disuso ma che un tempo rendeva i tessuti molto soffici.

Storia e simbologia

Secondo un’antica tradizione popolare si narra che le giovani ragazze, per la vigilia di San Giovanni, avessero l’usanza di strappare un cardo, sotterrarlo a terra e dissotterrarlo l’alba del giorno seguente, ovvero il giorno di San Giovanni. A quel punto le ragazze ne osservavano attentamente peluria interna, se la peluria del cardo rimaneva di colore bianco, la ragazza che aveva compiuto il “rituale” sarebbe rimasta senza marito o avrebbe avuto un amore non corrisposto, se la peluria diventava di un altro colore la ragazza si sarebbe sposata entro pochissimo tempo se il colore era molto vivace oppure dopo qualche mese se il colore era pallido.

Nella tradizione celtica si narra che gli elfi e gli gnomi che abitano i boschi bevono l’acqua piovano utilizzando come bicchieri le foglie di cardo silvestre.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il cardo simboleggia la solitudine e l’isolamento, tale significato è dovuto alla tendenza della pianta a crescere in luoghi impervi.

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