Il giardino del tempo

Crea sito

Fiori e piante M

Magnolia, linguaggio dei fiori

Magnolia grandiflora
Magnolia grandiflora

La magnolia, appartiene alla famiglia delle magnoliaceae, è una pianta originaria del continente asiatico, in particolare del Giappone, e del nord America, luoghi dove ne sono state catalogate circa 80 specie differenti. Il suo nome le fu assegno dal botanico francese Chales Plumier (1646-1704, che viaggiò a lungo nel continente americano alla ricerca di nuove specie) in onore al medico botanico francese Pierre Magnol (1638–1715, innovatore dello schema di classificazione botanica), il primo ad introdurre una magnolia in Europa dall’America, per coltivarla nel suo giardino botanico a Montpelier, in Francia.

Si tratta di un maestoso albero, sempreverde o a foglia decidua, che a seconda della specie può raggiungere altezze più o meno notevoli. Le foglie di tutte le specie sono generalmente di grandi dimensioni e di forma regolare, di colore verde lucido e brillante nella pagina superiore e verde opaco nella pagina inferiore. I fiori, che a seconda della specie sbocciano dall’inizio della primavera fino ai primi freddi invernali, sono grandi e carnosi di colore bianco, giallo crema, rosa e addirittura porpora, quasi tutti molto profumati.

Magnolia stellata
Magnolia stellata

Di tutte le varietà presenti in natura solo alcune vengono coltivate in Europa, tra le più diffuse vi sono: la magnolia stellata, una albero che raggiunge i 4 metri di altezza, proveniente dal Giappone, che fiorisce alla fine di marzo riempiendosi di fiori a forma di stella di colore rosato o ambrato e dall’intenso profumo; la magnolia liliflora, una pianta che raggiunge i 4 metri di altezza proveniente anch’essa dal Giappone, che fiorisce nel periodo compreso fra aprile e giugno riempiendosi di fiori dai petali di colore bianco nella pagina interna e rosa o porpora nella pagina esterna;

Magnolia wilsonii
Magnolia wilsonii

la magnolia denudata, una pianta che può raggiungere i 10 metri di altezza proveniente dalla Cina, molto diffusa nei giardini europei grazie alla sua adattabilità, che fiorisce a partire dal mese di marzo riempiendo si maestosi fiori di colore bianco; la magnolia wilsonii, una pianta che raggiunge i 7 metri di altezza proveniente dalla Cina, che a differenza delle specie precedenti è a foglia decidua. Grazie alla perdita delle foglie durante il periodo di fioritura, che avviene tra maggio e giugno, è possibile ammirarla con i rami coperti da soli fiori bianchi, con al centro un ciuffo di stami rossi, penduli a forma di coppa; la magnolia obovata che raggiunge un’altezza di 30 metri, fiorisce intorno al mese di maggio ed i suoi fiori color crema raggiungono un diametro di 20 cm;

magnolia campbellii
magnolia campbellii

la magnolia grandiflora (la più nota e diffusa tra le specie sempreverdi, poiché resiste bene sia alle basse temperature che in pieno sole) di origine americana, può raggiungere un’altezza compresa fra i 20 e i 30 metri. Ha delle grandi foglie ovali di colore verde scuro lucido nella pagina superiore e tendenti al marrone chiaro in quella inferiore e i fiori, che sbocciano dai primi caldi primaverili fino ai primi freddi autunnali, di colore bianco crema;

Magnolia macrophylla
Magnolia macrophylla

la magnolia campbellii, specie a foglia decidua che raggiunge un’altezza di 30 metri, ha fiori di colore rosa, o addirittura rossi, che compaiono sui rami prima delle foglie; la magnolia macrophylla, una specie che raggiunge un’altezza di 20 metri, che nel periodo di fioritura, tra il mese di Maggio e il mese di Luglio, si riempie di fiori bianco crema del diametro di 35 cm. Tale diametro li rende tra i fiori più grandi della terra.

Storia e simbologia

Magnolia grandiflora
Magnolia grandiflora

La magnolia è un albero presente sulla terra da milioni di anni, a testimonianza di ciò recenti scavi archeologici in America hanno portato alla luce alcuni esemplari fossili che risalgono a cinque milioni di anni fa.
Fino a qualche secolo fa, in Georgia, era tradizione piantare una magnolia in ogni aiuola poiché si credeva che la pianta portasse molta fortuna e solidità economica agli abitanti della casa che vi stava vicina.

I primi esemplari importati in Europa vennero coltivati in serra perché si pensava che le piante fossero molto delicate, tuttavia si narra che alcuni giardinieri francesi pensarono che tenere degli alberi maestosi in un ambiante chiuso fosse un atto contro natura, quindi decisero di piantarne un esemplare al centro di un grande giardino. Secondo una leggenda fu proprio la prima pianta coltivata all’esterno a diventare la più grande e maestosa di tutta Europa vivendo per oltre 100 anni.

Secondo una leggenda Giapponese è opportuno non dormire o sostare troppo a lungo sotto un albero di magnolia in fiore, poiché l’intenso profumo dei suoi fiori potrebbe stordire o addirittura uccidere.
Nella medicina popolare i fiori e la resina della corteccia, essendo ricchi di vitamine e sali minerali, erano spesso utilizzati per lenire i problemi reumatici, mentre i boccioli di magnolia officinalis venivano usati come antinfiammatori.

Magnolia campbellii
Magnolia campbellii

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la magnolia assume due significati diversi  in base al colore del fiore, se i fiori sono bianchi simboleggia la purezza ed il candore mentre se i fiori sono rosa simboleggia il pudore.
La tradizione vuole inoltre che, se possedete una magnolia e questa sboccia fuori stagione essa sta a simboleggiare il vostro stato ansioso.
Regalare una magnolia significa nel linguaggio dei fiori ritenere la persona alla quale la state donando, forte, dignitosa e perseverante.

Mirto: arte, storia e linguaggio dei fiori

Mirto in fiore
Mirto in fiore

Il mirto, mirtus comunis, appartiene alla famiglia delle myrtaceae ed è originario delle regioni mediterranee. Ne esistono più di 3000 specie differenti alcune delle quali crescono spontanee anche in Inghilterra e in Irlanda.

E’ un arbusto sempreverde di forma cespugliosa che può raggiungere un’altezza di 2,5 metri, le cui foglie sono di forma ovale leggermente appuntite, piuttosto coriacee, e dalla superficie dal colore non perfettamente uniforme, in alcuni punti si presentano lucide mentre in altri sono opache. Fiorisce nel periodo compreso fra giugno e luglio ed i suoi fiori sono piccoli e di colore bianco. Al termine della fioritura produce delle pregiate bacche di colore blu scuro.

Storia e simbologia

Il nome mirtus deriva dal termine latino myrtus che fu tratto dal termine greco myrto il quale a sua volta è una parola di origine semita. Il sostantivo greco myrtos è legato alla figura mitologica di Myrsine, secondo la mitologia greca, infatti, Myrsine era una fanciulla dell’Attica (regione storica della Grecia), che dopo aver battuto un suo coetaneo in una gara ginnica fu uccisa dal rivale, il quale non aveva accettato la sconfitta, e trasformata dalla dea Atena il un albero che prese il suo nome: Mirto. Secondo altre versioni della leggenda Myrsine era, invece, un’amazzone che fu trasformata in albero da Atena perché aveva superato e battuto l’eroe Teseo in una gara atletica.

Per via dell’associazione al mito di Myrsine gli antichi greci usavano rami di mirto per cingere il capo dei vincitori dei giochi dell’Elide (competizioni olimpiche che si tenevano ad Elis, città del Peloponneso).

Nella mitologia romana, invece, il mirto è legato alla dea Venere, la dea della bellezza, che nata dalla schiuma del mare arrivò su una spiaggia nei pressi di Pafo, a Cipro, e si coprì con dei rami di mirto.

Nascita di Venere 1482–1485 circa Sandro Botticelli (1445-1510) Tempera su tela (172- 278 cm); Esposto presso la galleria degli Uffizi di Firenze
Nascita di Venere 1482–1485 circa
Sandro Botticelli (1445-1510)
Tempera su tela (172- 278 cm); Esposto presso la galleria degli Uffizi di Firenze

Nel dipinto di Sandro Botticelli “Nascita di Venere“, si può notare che la sopra la fanciulla con l’abito bianco decorato da fiordalisi che accorre per coprire Venere con un manto fiorito (probabilmente o una delle Ore, le dee dell’ordine nella natura e delle stagioni; le ancelle di Zeus, che dopo la nascita di Venere insieme alle Carìti fecero parte del corteo di Venere, oppure una delle tre Grazie, figure della mitologia romana, replica delle Carìti greche) vi è un albero di mirto.

Bacche di mirto
Bacche di mirto

Durante il medioevo i medici e gli erboristi del tempo utilizzavano i fiori per creare un profumo che veniva chiamato acqua degli angeli, mentre qualche secolo più tardi, intorno all’Ottocento, in Sardegna ed in Corsica veniva perfezionata una bevanda che nei secoli precedenti era ottenuta facendo fermentare le bacche di mirto nell’acqua o nel vino e addolcendo il tutto con il miele e chiamata vino di mirto. Al giorno d’oggi il vino di mirto è conosciuto come liquore di mirto, ed è ottenuto per infusione alcolica.

Fiore di mirto
Fiore di mirto

Nel linguaggio dei fiori e delle piante, essendo sin dall’antichità legato a personaggi femminili come le amazzoni e Venere, il mirto simboleggia la femminilità. Nei paesi anglosassoni simboleggia anche la felicità matrimoniale, in passato gli sposi durante il banchetto nuziale venivano incoronati con rametti di mirto come augurio di una vita ricca di affetto. In Germania e in Inghilterra un ramoscello di mirto in fiore viene spesso inserito nel bouquet della sposa in proprio come segno di buon augurio.

 

Mughetto: storia e linguaggio dei fiori

Mughetto
Mughetto

Il mughetto, convallaria majalis o  lillium convallium, appartiene alla famiglia delle liliaceae, è una pianta originaria del continente Europeo e del nord America. Il primo nome convallaria majalis deriva dal latino e significa giglio di maggio mentre il secondo nome lillium convallium è sempre di origine latina ma significa giglio delle valli.

Si tratta di una pianta erbacea sottile che può raggiungere un’altezza di 20 cm, ha solo due foglie  abbastanza grandi di forma ovale molto allungate di colore verde brillante. I fiori, che sbocciano   dai primi giorni di marzo, pendenti e di forma campanulata sono disposti a grappolo su un lungo stelo, hanno un gradevole profumo e sono di colore bianco. Dopo la fioritura la pianta produce anche dei frutti di colore rosso e dalla forma rotonda.

Storia e simbologia

Secondo le antiche credenze popolari con il suo inebriante profumo si poteva rinforzare e migliorare  la memoria ed il cervello, per questo motivo era un fiore molto utilizzato durante i rituali sacri.

Ermes e Ulisse
Ermes e Ulisse

Nella mitologia latina il mughetto era  uno dei fiori dedicati al Dio Mercurio (Hermes per i greci), nelle tradizioni del tempo simboleggiava la nuova luce primaverile e durante i vari rituali venivano offerti tre rami di mughetto come segno d’ amicizia e speranza. Qualche secolo dopo per i cristiani divenne il fiore di San Leonardo, la leggenda narra che il fiore si generò dalle gocce di sangue perse dal santo durante la sua vittoriosa lotta contro il demonio.

The muguet by Christian Dior
The muguet, abito dello stilista Christian Dior

Secondo la tradizione il mughetto è il fiore da regalare il primo maggio e tale usanza ha radici molto antiche. Fu ufficialmente introdotta da Carlo IX nel 1561 che avviò l’uso di regalare un rametto di mughetto come porta fortuna. Successivamente sempre in Francia, nell’Ile de France, all’inizio del XX secolo, si diffuse l’abitudine di andare nei boschi per prendere un mughetto che poteva essere venduto nelle strade senza dover pagare tasse.

Il mughetto divenne popolarissimo negli anni ’50 quando Christian Dior (1905 -1957) lo usò per adornare una sua linea di  abiti da sera.

pianta di mughetto
pianta di mughetto

E’ usato anche nella moderna fitoterapia poiché contiene glicosidi cardioattivi ovvero molecole che opportunamente preparate sono di aiuto in caso di debolezza del muscolo cardiaco.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il mughetto simboleggia la verginità, la purezza e l’innocenza, per via del colore bianco candido dei delicati fiori. In Francia invece simboleggia l’uomo che ostenta troppo la sua raffinatezza.