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Non ti scordar di me, linguaggio dei fiori

Myosotis - Non ti scordar di me
Myosotis – Non ti scordar di me

Il non ti scordar di me, myosotis, appartiene alla famiglia delle boraginaceae, è una pianta originaria dell’Europa, dell’Asia Minore, dell’Asia centrale e dell’ Africa nord occidentale. Il suo nome deriva dal greco e significa orecchio di topo, sembra sia dovuto alla forma e alla superficie morbida come il velluto delle sue piccole foglie che ricordano le orecchie di un topolino di campagna.

Si tratta di una pianta adatta alle zone boschive o paludose, che fiorisce nel periodo compreso tra maggio e luglio. Distinguere le varie qualità non è molto semplice poiché tutte le specie sono molto somiglianti tra loro, il linea generale hanno tutte un portamento compatto e ben ramificato, la loro altezza varia di 15 ai 25 cm, le foglie sono sempre di piccole dimensioni e ricoperte da una sottile peluria.

Myosotis Indigo
Myosotis Indigo

Le specie più diffuse sono: la Blauer Korb, una pianta dai fiori di grandi dimensioni di colore azzurro molto intenso, che raggiunge i 25 cm; la Indigo e la Blauer Strauss, entrambe dai fiori di colore blu, che raggiungono un’altezza di 30 cm; la Blauer Ball, dai fiori di colore azzurro brillante, che raggiunge un’altezza di 15 cm caratterizzata dal portamento tondeggiante.

Storia e simbologia

Per gli antichi era un’erba sacra e, come molte altre piante, veniva ritenuto un rimedio valido contro moltissime malattie.

Non ti scordar di meIl suo nome comune ovvero non ti scordar di me è dovuto ad un’antica leggenda medievale di origine austriaca, secondo la leggenda due giovani innamorati, passeggiavano lungo il Danubio raccogliendo durante il loro cammino dei myosotis, ad un certo punto del loro percorso il ragazzo  cadde nel fiume, mentre veniva trascinato via dalla corrente urlò alla sua amata: “non ti scordare di me!” e le lanciò il mazzolino dei fiori che aveva raccolto poco prima. La sciagura capitata alla giovane coppietta fece ben presto il giro dell’Europa, consacrando i myosotis con il nome di non ti scordar di me e nel linguaggio dei fiori e delle piante ha fatto si che questi fiori fossero il simbolo dell’amore eterno e sincero.

In Germania nel XV secolo le donne mettevano sulle loro vesti un fiore di myosotis come segno di fedeltà, mentre donarne uno al proprio amato significava non dimenticarlo mai.

Curiosità: Il non ti scordar di me è internazionalmente riconosciuto come fiore ufficiale della Festa dei nonni che si tiene ogni anno il 2 ottobre.

Malva: storia e linguaggio dei fiori

Malva
Malva

La malva, malva sylvestris, è una pianta di origine europea che appartiene alla famiglia delle malvaceae. Il suo nome deriva dal termine greco malakos, che significa calmante e dolce, e dal termine  latino mollire, che significa emolliente. Si tratta di una pianta che può raggiungere il metro di altezza, dal fusto robusto ricoperto da una leggera peluria. Le foglie, non troppo fitte, sono di colore verde ed i fiori, che sbocciano tra l’estate e l’autunno, sono composti da 5 petali di colore rosa con striature violacee attorniati da un piccolo calice composto da tre minute brattee.
E’ diffusa in tutte le zone mediterranee e cresce spontanea anche nelle aree montane fino ai 1300 m di altitudine. Abbastanza diffusa sul territorio italiano cresce sia in terreni coltivati che in aree incolte, preferendo zone bene esposte al sole.

Storia e simbologia

La malva fu una pianta molto usata sia dai greci che dai romani, a dimostrazione di ciò i pitagorici, ovvero gli appartenenti alla scuola di Pitagora, fondata a Crotone intorno al 530 a.C, considerarono la consideravano una pianta sacra.

Pitagora nel dettaglio della Scuola d'Atene di  Raffaello Sanzio (1483 - 1520)
Pitagora nel dettaglio della Scuola d’Atene di Raffaello Sanzio (1483 – 1520)

Lo stesso Pitagora (570 a.C.- 495 a.C), noto filosofo,  matematico, astronomo dell’antica Grecia, riferendosi alle enormi virtù di quest’erba scrisse:

semina la malva, ma non mangiarla; essa è un bene così grande da doversi riservare al nostro prossimo, piuttosto che farne uso con egoismo per il nostro vantaggio

Seme di malva
Seme di malva

Qualche secolo dopo Carlo Magno (742 – 814) la volle come pianta ornamentale nei suoi giardini e la inserì come pianta obbligatoria nel suo Capitulare de villis.
Nel nord Europa era una pianta considerata sacra anche dalle popolazioni celtiche, i celti credevano infatti che i suoi semi, posti sugli occhi dei defunti, avessero la capacità di scacciare gli spiriti maligni e che aprissero le porte del paradiso.
In epoca medievale, la fama della pianta continuò, la malva divenne infatti un ingrediente indispensabile per tutte le pozioni del tempo, particolarmente indicata come calmante.
Dalla scoperta delle sue proprietà è sempre stata considerata capace di lenire qualsiasi dolore. Usata da sempre nella medicina popolare come emolliente, possiede in effetti numerosi costituenti (flavonoidi, sali minerali, vitamine A, C e B1, tannini, mucillagini ecc) ed è indicata secondo la moderna fitoterapia per curare stati infiammatori della bocca, nevralgie dentali, infiammazioni delle vie respiratorie, infiammazioni dell’apparato digerente e delle vie urinarie.
Quando nel XVI secolo la farmacologia moderna non esisteva, i medici si servivano delle piante e dei loro estratti utilizzando la Teoria delle Segnature, una “scienza” che permetteva agli uomini di individuare le piante e di associarle ai vari organi che avevano necessità di cura. Secondo la teoria delle Segnatura, il fusto della pianta munito di peluria era un chiaro indice del suo utilizzo, la malva veniva infatti usata per favorire la ricrescita dei capelli, inoltre le sue radici intere erano utilizzate come  spazzolino da denti, mentre le radici accuratamente pelate venivano fatte masticare ai bambini durante il periodo di dentizione.
La dottrina delle Segnature trova riscontro anche al giorno d’oggi in quanto la malva è uno dei principali ingredienti per la preparazione di dentifrici, ma anche di colliri, di creme, e di saponi.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la malva simboleggia l’amore e la comprensione materna.