Gelsomino
Gelsomino

Il gelsomino, trachelospermum jasminoides, appartiene alla famiglia delle apocynaceae, è originario del medio ed estremo Oriente e dell’America meridionale. Si tratta di un arbusto rampicante che può raggiungere un’altezza massima di 4 metri, gli esili rami si sviluppano su un tronco sottile, hanno la tendenza ad arrampicarsi sulle superfici vicine ma qualora non trovino appiglio si lasciano cadere al suolo. Le sue foglie, non molto grandi, sono di colore verde scuro ed i fiori composti da 5 petali possono essere di diversi colori: bianchi, gialli, rosa chiaro, in base alla specie di appartenenza. Qualsiasi sia la specie, la fioritura è sempre molto abbondante e contraddistinta dalla caratteristica principale del gelsomino ovvero l’inconfondibile profumo emanato dai fiori.

Jasminum grandiflorum
Jasminum grandiflorum

Le due specie più diffuse in Europa sono la jasminum officinalis e la jasminum grandiflorum, entrambe hanno le foglie molto allungate con una punta acuminata, che cadono in autunno all’arrivo dei primi freddi, ed i fiori, che sbocciano in primavera, di colore bianco o tutt’al più di colore bianco con aloni rosati, molto profumati. La differenza principale delle due specie sta nella coltivazione, infatti, la jasminus grandiflorum è una delle poche specie che può essere coltivata anche in casa.

Storia e simbologia

Il gelsomino fu una pianta molto apprezzata dagli antichi lo dimostra, infatti, anche la scoperta di suoi piccolissimi frammenti rinvenuti sulla mummia di un faraone, nella necropoli di Deir-el-Bahri in Egitto. Nei paesi arabi è diffusa ancora oggi la credenza che il paradiso sia profumato di gelsomino.

L’importanza ancestrale del gelsomino ha dato vita nel corso dei secoli a moltissime leggende, secondo una di queste si narra che la madre di tutte le stelle, Kitza, nella sua reggia tra le nuvole, trascorreva il suo tempo preparando gli abiti d’oro per tutti i suoi figli, gli astri del firmamento. Un giorno al suo cospetto si presentarono un gruppo di piccole stelline che si lamentavano per il fatto che le loro vesti non sufficientemente belle e brillanti. La grande Kitza, tentò di calmarle, e poi chiese alle piccole stelline di non farle perder altro tempo prezioso poiché doveva preparare i vestiti per tutte le altre stelle. Le stelline però continuarono a lamentarsi anche più di prima e proprio in quel momento passò nei pressi del castello il Re degli Spazi, Micar, in quale venendo a conoscenza del motivo per il quale le stelline si lamentavano tanto con sdegno le cacciò dal cielo strappando i loro abiti e le scagliandole sulla Terra, alla vista di quel gesto Kitza rimase molto addolorata. Qualche giorno più tardi, della disperazione di Kitza venne a conoscenza la signora dei giardini, Bersto, che avendo pietà della madre delle stelle, decise di trasformare le stelline caduta dal cielo in stelline terrene, facendo così nascere i gelsomini.

Cosimo I de medici
Cosimo I de medici

Le specie di gelsomino diffuse in Europa sono tutte originarie delle Indie Orientali, sono per questa ragione “più recenti” rispetto ai gelsomini presenti nel territorio egiziano, vennero importati nel vecchio continente dai navigatori spagnoli fra il 1524 ed il 1528. In Italia tuttavia esistono alcuni dati storici che dimostrano della presenza del gelsomino già durante i primi anni del ’400, esiste infatti una figura nel Liber de Simplicibus di Benedetto Rinio che rappresenta il fiore già nel 1415. E’ probabile, quindi, che nei primi tempi dopo la sua importazione il gelsomino, in Italia, non ebbe molto successo o non riuscì a diffondersi sul territorio. Il primo ad averne alcuni esemplari nel suo giardino fu Cosimo I de’ Medici, in quale, si narra che si innamorò talmente tanto del candido fiore profumato che, decise di voler esserne il possessore esclusivo, proibendo a tutti i suoi giardinieri di portar via dal suo giardino persino i ramoscelli recisi. Tale ordine fu eseguito per molti anni, fin quando un giovane giardiniere volle regalarne un rametto profumato alla sua fidanzata, nel giorno del suo onomastico. La giovane apprezzò moltissimo il dono e per tentare di preservarlo il più a lungo possibile interrò il rametto nel suo orto. Con suo grande stupore il rametto non si avvizzì e rimase verde germogliando e rifiorendo la primavera seguente. La ragazza continuò a curare la pianta che così divenne forte e robusta, tanto da consentirne la riproduzione.

Jasminum officinalis

La gente osservando la splendida pianta iniziò a richiederla alla ragazza, facendo la fortuna sua e del suo sposo. La storia vuole che dal quel rametto di gelsomino, trafugato dalla residenza dei Medici, nacquero quasi tutte le piante di gelsomino presenti in Italia. Da allora in Toscana la tradizione vuole che le spose aggiungano un rametto di gelsomino al bouquet di nozze, in memoria della fortuna della ragazza vissuta al tempo dei Medici e come segno di buona fortuna e prosperità.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il gelsomino ha diversi significati, per esempio in Spagna simboleggia la sensualità, nei paesi arabi simboleggia l’amore divino mentre in Italia significa buona fortuna nel matrimonioInoltre il gelsomino può avere significati diversi anche a seconda del colore del fiore, il gelsomino bianco esprime il sentimento dell’amabilità e del candore d’animo, il gelsomino giallo esprime ed è augurio di felicità, e rappresenta l’eleganza e la grazia, il gelsomino notturno rappresenta la timidezza, il gelsomino rosso, rara specie originaria dell’India, rappresenta il desiderio.

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