Giacinto
Giacinto

Il giancintohyacinthus, appartiene alla famiglia delle liliaceae, è originario dell’Asia Occidentale. Il nome le fu dato da Tournefort e successivamente fu mantenuto anche da Linneo nel 1737, secondo le più accreditate teorie il termine hyacinthus deriverebbe dalle parole giak, di origine greco-albanese che significa rosso scuro o porpora, e dal suffisso inthos, che significa pianta.

La specie più comune è hyacinthus orientalis, una specie molto profumata, con foglie di color verde brillante di forma nastriforme e fiori di forma tubolare con apertura a stella che posso essere di diversi colori: rossi, bianchi, rosa, arancioni, lilla e di diverse tonalità di blu. Questa specie fu importata in Italia, a Padova, dall’Asia occidentale nel 1590. I primi ibridi coltivabili vennero portati in Italia, nel 1688 dall’Olanda e furono richiesti da Cosimo de’ Medici per adornare i suoi giardini.

Storia e simbologia

Hyacinthus orientalis
Hyacinthus orientalis

Era conosciuto dai greci e dai romani che ne celebravano le bellezza, Plinio, Virgilio, Teocritolo, Columella e Ausonio lo citano, infatti, in numerosi scritti. A Sparta la sua fioritura che avveniva durante i primi giorni di marzo era festeggiata con delle celebrazioni particolari che presero il nome di feste giacinzie, mentre era in uso su tutto il territorio dell’antica Grecia che per tradizione le ragazze mettessero sul capo una corona di giacinti durante la cerimonia nuziale di un loro fratello.

Apollo e Giacinto, Méry-Joseph Blondel (1781- 1853)

Secondo la mitologia greca al tempo degli dei, il dio Apollo si era invaghito di un suo compagno di giochi il bellissimo Giacinto, un giovane spartano. Un giorno mentre i due stavano giocando al lancio del disco, Apollo colpì accidentalmente Giacinto alla testa ed il giovane morì. Apollo rimase sconvolto e cadde in preda alla disperazione per la perdita del caro amico, essendo un dio, però, fece nascere un fiore che glielo potesse far ricordare per l’eternità, il giacinto.

Essendo però molto celebre tra i greci la leggenda sopracitata non è la sola, era secondo Pausania il fiore sacro a Cerere, i giovani durante le celebrazioni sacre a lei dedicate, si incoronavano con corone di giacinti. Secondo altri racconti, anche Apollo e le Muse ne portavano corone sulla fronte, e persino la dea Afrodite, per vincere il premio, volle apparire a Paride ancor più bella distendendosi su un letto di giacinti.

Il giacinto era un fiore così apprezzato che i primi tentativi di ibridazione, al fine di ottenere piante a fiori doppi, si fecero nella Grecia antica.

Durante il medioevo, però, la sua coltivazione e la sua popolarità si affievolì fino a rendere il giacinto una pianta quasi del tutto inesistente su tutto il territorio Europeo. A continuare a coltivarlo furono, invece, gli Arabi ed i Turchi, era ritenuto un fiore molto prezioso tanto che ad Istambul si celebrava una festa in occasione della fioritura dei giacinti, come avveniva a Sparta in tempi più remoti. Solo verso la fine del 1500 il giacinto venne reintrodotto in Europa, più precisamente nel 1570 quando un ambasciatore austriaco portò alcuni bulbi a Vienna e successivamente nei Paesi Bassi. Da allora ad oggi sono state effettuate moltissime migliorie al fiore e la sua popolarità è rimasta costante, soprattutto per via della sua profumazione molto gradevole.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il giacinto, in generale, simboleggia il gioco e il divertimento ma, come molti altri fiori, assume un significato diverso seconda la sua qualità ed il suo colore, infatti: il giacinto di colore rosso simboleggia il dolore; il giacinto di colore blu simboleggia la costanza e la coerenza; il giacinto giallo simboleggia la gelosia; il giacinto color porpora simboleggia la richiesta del perdono; il giacinto rosa simboleggia il gioco e la voglia di divertirsi. Inoltre, fino a qualche secolo fa il giacinto selvatico era considerato, nei paesi anglosassoni ed in particolare in Bretagna, il fiore degli amanti, mentre i giacinti di colore azzurro erano ritenuti il simbolo della sincerità.

Giacinto, coltura in acqua

Il giacinto può essere coltivato in un modo molto particolare, anche in inverno: con la coltura ad acqua. Il procedimento è semplice, basta mettere il bulbo all’interno di una caraffa o un vaso di vetro e riempirlo di acqua fino a far poggiare il bulbo sul pelo dell’acqua, senza farlo immergere del tutto. Quando saranno spuntate radici e germoglio, basta ricoprire il germoglio con un cono di carta, per proteggerlo dalla luce, e posizionare la caraffa in un luogo tiepido. Dopo qualche giorno, rimuovendo il cono di carta, il giacinto fiorirà in pochissimo tempo.  

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