Ciclamino
Ciclamino

Il ciclamino, cyclamen, appartiene alla famiglia delle primulaceae, fa parte del genere delle cyclamen che comprende un gran numero di specie spontanee, alcune sottoposte nel corso degli anni ad ibridazione per esser coltivate, tutte originarie della zona mediterranea. Il suo nome, cyclamen, deriva dal termine greco kuklos che significa cerchio, tale nome è dovuto alla forma del fiore che veniva associata a quella dell’utero femminile, era, infatti, usato ai tempi dei greci per aiutare le donne a concepire figli.

Il ciclamino, più comune diffuso nel territorio europeo, si chiama proprio cyclamen europaeum, di colore rosa chiaro e dall’intensa profumazione. Fiorisce durante il mese di settembre nelle zone boscose di media altitudine.

Cyclamen neapolitanum

Un’altra specie di ciclamino molto diffuso nel territorio mediterraneo è il cyclamen neapolitanum i cui fiori sono di colore rosa intenso e che fiorisce durante il mese di settembre in numerose zone dell’Italia meridionale. Un’altra qualità di ciclamini tipica dell’Italia centro meridionale che, a differenza del cyclamen neapolitanum, fiorisce in primavera è il cyclamen repandum. dai fiori di colore rosa intenso.

Nel territorio italiano i ciclamini sono molto diffusi, crescono alla stato spontaneo, nelle regioni centro meridionali, in moltissimi boschi soprattutto di lecci. E’ quindi molto facile poterli ammirare allo stato spontaneo, ma essendo una specie protetta non possono essere ne estirpati e ne tanto meno recisi.

Cyclamen repandum

Spostandosi dal continente europeo un’altra specie di ciclamino molto diffusa è il cyclamen persicum, originario dell’Asia minore, il cui nome deriva da prunus persica, ovvero pesca, in riferimento al suo colore, che ricorda quello di una pesca. Si tratta di una pianta ornamentale molto apprezzata, è composta da cinque petali che possono essere di vari colori: bianco, rosa, color pesca, color albicocca e con piccole screziature violacee. Un’altra qualità di ciclamino molto commercializzato è, infine, il cyclamen graecum, i cui fiori hanno un’intensa colorazione che va dal rosa chiaro al salmone.

Storia e simbologia

Il ciclamino è conosciuto da tempi molto antichi, veniva descritto dal filosofo greco Teofrasto, nel 300 a.C., come una pianta utile per eccitare l’amore e la sensualità e tale credenza fu perpetrata seguendo le orme del suo maestro Aristotele. Plinio il Vecchio, invece, lo consigliava come amuleto, perché secondo la tradizione del tempo, chi lo piantava veniva protetto dai malefici.

Cyclamen persicum

L’essenza di ciclamino, ha dato vita nel scorso dei secoli a numerose leggende e credenze, che attribuivano al fiore importanti poteri magici. Veniva piantato intorno alle case per proteggerle dai malefici, veniva usato per adornare le camere dei novelli sposi per favorire la procreazione, quindi, come augurio di fertilità, veniva e viene tuttora tenuto in casa come ornamento e come strumento per aumentare la sicurezza in se stessi.

Per secoli fu considerato la pianta sacra a Ecate, la divinità dell’oltretomba che conosceva le arti magiche ed aveva il dono di trasmettere la sua conoscenza e insegnare tutti gli incantesimi.

Ecate

Il ciclamino per la sua consacrazione alla dea era detto anche pianta di Ecate, successivamente nel periodo medievale il nome usato volgarmente fu cambiato ed il ciclamino venne chiamato pianta del diavolo, proprio per evidenziare il fatto che Ecate fosse legata ai riti magici, e per la cultura diffusa a quel tempo legata quindi alla malignità.

Secondo alcune tradizioni cristiane, invece, il ciclamino era un tributo a Maria, in quanto il fiore molte volte presenta delle macchioline rosse che secondo le credenze del tempo rappresentavano il dolore delle Madonna per la crocifissione del figlio.

Bulbo di ciclamino

Oltre ad essere accompagnato dai miti e dalle leggende il ciclamino, nello specifico il bulbo, veniva adoperato dai contadini come cono, da riempire di olio tiepido per calmare il mal di orecchio, oppure veniva frantumato per ricavare una fecola utile per l’alimentazione del bestiame. Quest’ultimo utilizzo fece si che in alcune campagne il ciclamino venisse chiamato pan del terreno o panporcino. E’ bene ricordare, però, che il bulbo del ciclamino è altamente tossico per l’uomo, in quanto ricco di ciclamina, una sostanza velenosa per l’organismo umano ma che risulta innocua per molti animali come ad esempio il maiale.

Durante le epidemie di vaiolo del XVII secolo dai bulbi freschi di ciclamino si estraeva un olio che applicato sulla pelle impediva alla malattia di sfigurare la persona ammalata.

Cyclamen graecum

Il profumo emanato di fiori di ciclamino, secondo alcuni era ritenuta un porta fortuna, ancora oggi è diffusa la credenza secondo la quale l’essenza di ciclamino favorisce l’incontro e l’unione delle persone affini e che vaporizzare alcune gocce nell’ambiente in cui si vive, o si lavora, questa accresca il prestigio personale.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante il ciclamino simboleggia la diffidenza e la scarsa fiducia, tale significato è dovuto alla tossicità della pianta. Donare un ciclamino significa sottintendere che la persona a cui la si regala non si sta comportando come dovrebbe o che dovrebbe avere più fiducia in se stessa per migliorare. 

 

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