Il giardino del tempo

Crea sito

Annunciazione di Simone Martini e Lippo Memmi

Annunciazione

Annunciazione
Simone Martini e Lippo Memmi, 1333;
Tavola 265×305 cm

La tavola dell’Annunciazione (al centro), corredata dalle altre due tavole di Sant’Ansano (a sinistra) e Santa Margherita (a destra), fu realizzata per il Duomo di Siena da Simone Martini e Lippo Memmi.

A caratterizzare la tavola è la posa inarcata e l’espressione di ritrosia della Vergine, che non trova nessuna corrispondenza nella pittura italiana di epoca medievale, si può trovare qualcosa di simile solo nella miniatura francese del tempo. Questo dato dimostra come Simone Martini, ma in generali tutti gli artisti altomedievali, fossero aggiornati sui vari modelli pittorici che circolavano fra le corti europee. Simone Martini in particolare al contrario di molti altri artisti italiani del tempo fu quasi un precursore del Gotico

Nell’episodio narrato l’arcangelo Gabriele appare nella casa di Maria per annunciarle la sua maternità, egli indica con una mano la colomba dello Spirito Santo (in alto), che scende dal cielo contornata da otto angeli, mentre con l’altra porge alla vergine un rametto di ulivo, simbolo della pace. Sul fondo, completamente dorato, compare un realistico vaso di gigli, simbolo della purezza.

Gesù che guarda attraverso un reticolo di James Tissot

Gesù che guarda attraverso un reticolo

Jésus regardant à travers le treillis

James Tissot (1836 – 1902), nato come Jacques-Joseph Tissot, fu un pittore francese noto per i suoi quadri che raffigurano l’aspetto mondano della vita parigina ottocentesca.

Contemporaneo e dallo stile vicino a quello di altri pittori suoi contemporanei, quali Henri Fantin-Latour, Édouard Manet e Edgar Degas, tra il 1886 e il 1894 iniziò a dipingere quadri relativi al Nuovo Testamento ed in particolare sulla vita di Cristo. Il quadro “Gesù che guarda attraverso un reticolo” fu il primo della serie, con esso un Gesù Cristo oscurato, non solo da un reticolo ma anche girasoli e un viticcio (a simboleggiare lo splendore della natura), il pittore voleva far intendere che nei secoli passati il vero Cristo era stato oscurato dagli aspetti fantastici aggiunti dai vari artisti.

I quadri di Tissot sul ciclo di Cristo riscossero un gran successo ma in essi la resa dei singoli dettagli ed il realismo con cui sono trattati ne “oscurano” la capacità di suscitare pathos religioso.

Il quadro è attualmente esposto presso il Brooklyn Museum di New York negli Stati Uniti

Eufrasia: Descrizione, mitologia e linguaggio dei fiori

Eufrasia

L’eufrasia, euphrasia rostkoviana, è una piccola pianta erbacea, che può essere sia annuale che perenne, appartenente alla famiglia delle orobanchaceae diffusa in Europa, Asia settentrionale e Nord America. Ne esistono circa 350 specie e di queste circa 20 sono presenti nella flora spontanea italiana, nei prati e nei pascoli fino a quote di 2500 metri di altitudine.

E’ una pianta di piccole dimensioni, tra i 10 e i 30 cm, che fiorisce in estate, dalla fine di maggio fino a tutto settembre, ha fusto eretto e ramificato e radici poco profonde che si sviluppano attaccandosi a quelle di altre piante (in particolare su quelle delle graminacee) ragion per cui è può esser considerata quasi una pianta “parassita”. I fiori sono piccoli, di forma tubolare con la corolla divisa in due labbra, quello inferiore trilobato di colore bianco col centro giallo brillante e quello superiore di colore bianco col centro violaceo.

Storia e simbologia

Il nome euphrasia fu ufficialmente introdotto dal biologo e scrittore svedese Carl von Linné (1707 – 1778), comunemente noto come Linneo, nel 1735 e deriva dal termine greco “εuφροσύνη” che significa “ilarità” e “gioia” e trae spunto da una delle tre grazie, Eufrosine, della mitologia greca. Il binomio scientifico attualmente accettato è però euphrasia rostkoviana dove il nome specifico rostkoviana fu dato dal botanico e farmacista Friedrich Gottlob Hayne.

Le tre Grazie (1636); Pieter Paul Rubens;
olio su tela (221 X 181 cm).
Madrid, Museo, del Prado

Secondo la versione mitologica più diffusa le Grazie erano ritenute le figlie di Zeus e della ninfa Eurinome (raramente vengono considerate le figlie di Zeus ed Era oppure figlie di Afrodite e Dionisio) ed erano molto legate alla vegetazione e alla natura. Il loro compito principale era quello di diffondere gioia e amicizia tra gli Dei e i mortali, molto spesso infatti vengono ritenute Dee della gioia. Negli episodi mitologici le tre fanciulle sono figure secondarie che partecipavano ai banchetti e a tutti i piacevoli eventi sociali che si svolgevano attorno all’Olimpo, accompagnando Afrodite ed Eros o cantando e ballando assieme alle muse al suono della lira di Apollo.

Secondo Esiodo i loro nomi erano: Aglaia, Dea dello splendore, Eufrosine, Dea della gioia, e Talia, dea della prosperità.

Nei secoli passati, poiché incarnavano la perfezione della bellezza e il corretto atteggiamento da tenere, furono considerate muse ispiratrici soprattutto dagli artisti, i quali le rappresentavano come giovani che danzano, abbracciate, formando un cerchio.

euphrasia rostkoviana

Nel linguaggio dei fiori e delle piante l’eufrasia simboleggia la verità e la lungimiranza.

Curiosità: Nella letteratura Euphrasie è il nome di battesimo di Cosette personaggio del romanzo “I miserabili” di Victor Hugo.

Fata dell’eufrasia e canzone della fata dell’eufrasia di Cicely Mary Barker