Malva
Malva

La malva, malva sylvestris, è una pianta di origine europea che appartiene alla famiglia delle malvaceae. Il suo nome deriva dal termine greco malakos, che significa calmante e dolce, e dal termine  latino mollire, che significa emolliente. Si tratta di una pianta che può raggiungere il metro di altezza, dal fusto robusto ricoperto da una leggera peluria. Le foglie, non troppo fitte, sono di colore verde ed i fiori, che sbocciano tra l’estate e l’autunno, sono composti da 5 petali di colore rosa con striature violacee attorniati da un piccolo calice composto da tre minute brattee.
E’ diffusa in tutte le zone mediterranee e cresce spontanea anche nelle aree montane fino ai 1300 m di altitudine. Abbastanza diffusa sul territorio italiano cresce sia in terreni coltivati che in aree incolte, preferendo zone bene esposte al sole.

Storia e simbologia

La malva fu una pianta molto usata sia dai greci che dai romani, a dimostrazione di ciò i pitagorici, ovvero gli appartenenti alla scuola di Pitagora, fondata a Crotone intorno al 530 a.C, considerarono la consideravano una pianta sacra.

Pitagora nel dettaglio della Scuola d'Atene di  Raffaello Sanzio (1483 - 1520)
Pitagora nel dettaglio della Scuola d’Atene di Raffaello Sanzio (1483 – 1520)

Lo stesso Pitagora (570 a.C.- 495 a.C), noto filosofo,  matematico, astronomo dell’antica Grecia, riferendosi alle enormi virtù di quest’erba scrisse:

semina la malva, ma non mangiarla; essa è un bene così grande da doversi riservare al nostro prossimo, piuttosto che farne uso con egoismo per il nostro vantaggio

Seme di malva
Seme di malva

Qualche secolo dopo Carlo Magno (742 – 814) la volle come pianta ornamentale nei suoi giardini e la inserì come pianta obbligatoria nel suo Capitulare de villis.
Nel nord Europa era una pianta considerata sacra anche dalle popolazioni celtiche, i celti credevano infatti che i suoi semi, posti sugli occhi dei defunti, avessero la capacità di scacciare gli spiriti maligni e che aprissero le porte del paradiso.
In epoca medievale, la fama della pianta continuò, la malva divenne infatti un ingrediente indispensabile per tutte le pozioni del tempo, particolarmente indicata come calmante.
Dalla scoperta delle sue proprietà è sempre stata considerata capace di lenire qualsiasi dolore. Usata da sempre nella medicina popolare come emolliente, possiede in effetti numerosi costituenti (flavonoidi, sali minerali, vitamine A, C e B1, tannini, mucillagini ecc) ed è indicata secondo la moderna fitoterapia per curare stati infiammatori della bocca, nevralgie dentali, infiammazioni delle vie respiratorie, infiammazioni dell’apparato digerente e delle vie urinarie.
Quando nel XVI secolo la farmacologia moderna non esisteva, i medici si servivano delle piante e dei loro estratti utilizzando la Teoria delle Segnature, una “scienza” che permetteva agli uomini di individuare le piante e di associarle ai vari organi che avevano necessità di cura. Secondo la teoria delle Segnatura, il fusto della pianta munito di peluria era un chiaro indice del suo utilizzo, la malva veniva infatti usata per favorire la ricrescita dei capelli, inoltre le sue radici intere erano utilizzate come  spazzolino da denti, mentre le radici accuratamente pelate venivano fatte masticare ai bambini durante il periodo di dentizione.
La dottrina delle Segnature trova riscontro anche al giorno d’oggi in quanto la malva è uno dei principali ingredienti per la preparazione di dentifrici, ma anche di colliri, di creme, e di saponi.

Nel linguaggio dei fiori e delle piante la malva simboleggia l’amore e la comprensione materna.

 

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