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Piante tintorie

Piante tintorie: Rumex acetosa

Rumex acetosa

La rumex acetosa, più comunemente nota come erba brusca o semplicemente acetosa, è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle polygonaceae diffusa su tutto il territorio italiano, soprattutto in luoghi aperti e a ridosso dei corsi d’acqua. E’ composta da una grossa radice dal quale nel periodo primaverile si sviluppa un lungo fusto, più o meno ramificato di colore rossastro che può raggiungere anche il metro di altezza, sulla cui sommità verso la fine della primavera e per tutta l’estate sbocciano piccoli fiori disposti  a pannocchia, anch’essi di colore rossiccio. Le foglie, invece, crescono alla base sella pianta stessa, hanno una forma lanceolate, sono abbastanza carnose, possono raggiungere anche notevoli dimensioni ed hanno un bel colore verde intenso. Alcune piante possono presentare nelle foglie delle venature di colore rossiccio.

Oltre ad esser nota presso gli egizi, i greci ed i romani come pianta “da tavola”, la pianta era nota anche per le sue proprietà tintorie, infatti dalla radice è possibile estrarre un colore rosso mentre dalle foglie  possibile estrarre una tonalità di verde.

Nota: Il nome “rumex” deriva dal latino e significa “asta/lancia” tale nome è dovuto alla forma lanceolata delle foglie.

Piante tintorie: Coreopsis tinctoria

Coreopsis tinctoria

La coreopsis tinctoria  è una pianta erbacea, perenne, appartenente alla famiglia delle composite, originaria del continente americano, in particolare del Canada, del nord-est del Messico ed è molto diffusa nelle grandi pianure degli stati del sud degli Stati Uniti dove viene popolarmente chiamata calliopsis, come un genere di api che si nutrono del suo nettare. In tempi recenti ha conosciuto una notevole diffusione anche in Cina.

Si tratta di una pianta composta da fusti sottili che possono raggiungere anche i due metri di altezza sui quali si sviluppano e foglie di colore verde più o meno scuro. I fiori che sbocciano a partire dal mese di luglio, ricordano nella forma delle piccole margherite dai petali scomposti, sono di colore giallo intenso nella parte più esterna mentre in prossimità della corolla di colore marrone o rosso molto scuro. Proprio dai fiori in passato nei luoghi di provenienza della pianta (Messico in particolare) veniva ricavato un pigmento di colore rosso mogano utilizzato per tingere i filati di lana. Al giorno la pianta è usata soprattutto a scopo ornamentale, in zone dove le temperature invernali non sono troppo rigide, per arricchire e vivacizzare bordure e aiuole.

Curiosità: Gli Zuni, una popolazioni autoctona dell’America centro meridionale che attualmente vive nello stato del Nuovo Messico (Stati Uniti), usavano i fiori della varietà di coreopsis tinctoria per fare una bevanda simile al te.

Piante tintorie: Genista tinctoria

Genista tinctoria

La genista tinctoria, comunemente nota come ginestra minore, è una pianta arbustiva appartenente al genere genista della famiglia delle fabaceae. Si tratta di una pianta spontanea in tutta l’aerea mediterranea che cresce prevalentemente in territori collinari. La sua “fama” è dovuta prevalentemente alle sue capacità tintorie, la pianta contiene infatti, in tutte le sue parti,  un isoflavone, la genisteina (da cui deriva il nome del genere), che da un  pigmento di colore giallo usato soprattutto in passato per colorare tessuti quali: lino, cotone e lana.

Che dalla pianta si potesse estrarre un colore giallo era noto già ai tempi dei romani ma il pigmento ottenibile dalla pianta conobbe la sua massima diffusione quando giunse in Inghilterra, sotto il regno di Edoardo III, intorno alla metà del ‘300. Si scoprì infatti che mischiando gli estratti delle foglie di isatis tinctoria che rilasciano un colore azzurro-indaco con quelli della genista si poteva ottenere una tonalità di verde grigiastro (verde di Kendal) dalla tenuta molto stabile.

Colori ottenuti dalla genista

Sempre intorno al 1300 trovò anche un’altro impiego, di natura “medicinale”, veniva spesso utilizzata come rimedio per la gotta, le infiammazioni di sciatica e i reumatismi.

Al giorno d’oggi la pianta è per lo più utilizzata a scopo ornamentale, per via della sua brillante fioritura, oppure per il rimboschimento dei terreni degradati.

Curiosità Gli etimologi da qualche tempo si dibattono sull’origine del nome genista. Secondo alcuni potrebbe infatti derivare dal termine latino “genu” che vuol dire “ginocchio“, e sarebbe dovuto alla flessibilità dei rami della pianta, mentre secondo altri potrebbe derivare dal termine celtico “gen” che significa “piccolo cespuglio“, dovuto alla conformazione della pianta stessa.